Oggi si parla di attività legate al miglioramento di una strategia. Attraverso il “Growth hacking” questo è possibile. Ma che cos’è il Growth hacking esattamente? La lingua inglese ha il merito di sintetizzare efficacemente concetti difficili da esporre in qualsiasi altro modo. Il Growth hacking è, dunque, la rapida sperimentazione che porta le aziende a crescere grazie ai canali del marketing. L’obiettivo di questo processo è acquisire il maggior numero di visitatori da trasformarli in potenziali clienti. 

 L’idea di Growth hacking si lega con quella di startup. Il Growth hacking si integra bene con le realtà medio-piccole, ma al tempo stesso diventa interessante per le grandi realtà. Riunisce gli strumenti del web marketing e li declina attraverso una mentalità nuova, fatta di crescita rapida, strategie fluide che permettono di reinterpretare le azioni in base alle novità. 

Quali sono, però, le differenze con il web marketing tradizionale? 

 Gli strumenti sono gli stessi: SEO, SEM, email marketing, copywriting, blogging; ma cambia l’approccio per arrivare ai contatti utili. 

Il Growth hacking è basato su velocità, praticità, risultati concreti e misurabili, da ottenere attraverso un uso attento delle risorse a pagamento e non. Questo metodo è importante perché le aziende hanno bisogno di crescere rapidamente, eliminando il superfluo per avere dati chiari. Il Growth hacker fa proprio questo: attraverso le competenze nel web marketing analizza e prova delle soluzioni nuove, registrando le azioni per arrivare a conclusioni corrette. Qui il termine “hacker” acquisisce una valenza positiva: trovare nuove strade, modificare ciò che è dato per certo per guardare oltre, riducendo le spese al minimo.

 Questa è la prospettiva più interessante: il Growth hacking è un tipo di marketing basato sull’ottimizzazione delle risorse disponibili. Non ci sono risorse superflue, di conseguenza deve sfruttare ciò che può avere a disposizione. Parliamo di risorse e di approcci efficienti capaci di trasformare, con risorse limitate, la condizione lavorativa delle aziende. La prospettiva è la vera differenza.